15 aprile 2011

Raggi, tra Esopo e Woody Allen

Articolo per Go-Bari 15/04/2011

Disquisizioni sulle parole del terzino barese che sanno tanto di vigliaccheria gratuita. 
foto: laseriea.it
 Crediamo che accusare qualcuno davanti ad un microfono senza la presenza del contraddittorio sia sempre sinonimo di vigliaccheria umana. E' la storia esopiana della vita, quella per cui la volpe non riuscendo ad arrivare al grappolo d'uva, mai stato tanto dolce quanto inarrivabile, se la cava vigliaccamente dicendo che, infondo, “è acerba”.
E' facile, troppo facile, dimostrarsi vittime senza guardare negli occhi degli accusati. E il Sig. Raggi, ieri mattina, crediamo abbia perso, forse, l'ultima occasione della sua vita per dimostrare il suo valore di uomo (prima) e di calciatore (dopo).
Del resto dopo che l'ex tecnico Ventura ha deciso di andarsene con le proprie gambe - visto che ben tre dimissioni rassegnate non sono bastate ad allontanarlo - negli spogliatoi di Via Torrebella, ormai, sembra scoppiata l'Olimpiade del malvezzo che consiste nello sparlare “ad minchiam” verso il celebre assente, a prescindere, ovviamente, da responsabilità certe o presunte del tecnico: dai milionari Almiron e Barreto, i cui brillanti apporti - lo ricordiamo – son risultati determinanti e fondamentali alla causa, a Masiello e Rivas, finendo a Raggi. Tutti rigorosamente strapagati dalla società.

11 aprile 2011

Bari Catania 1-1: Arrivederci serie A

Editoriale per Go Bari 11/04/2011

Gettata alle ortiche l'ultima occasione per sperare nel miracolo. Meglio così. Speriamo si pensi alla B adesso

All'andata il caldo era lo stesso nonostante l'equinozio fosse diverso. Grado in più, grado in meno, ma i 24 di ieri c'erano tutti, anche a Catania. Solo un Etna dalla penna bianca innevata e spettacolarmente fumante in più a rendere il panorama diverso da quello piatto e monotono barese, un vago odore di mandorla misto ad agrumi nell'aria al posto di quello nauseabondo di sansa sprigionato dalle parti di Mungivacca e quei blocchi lavici che scendevano fino al mar Ionio sprigionante un'aria ellenica pregna di storia. 

E in questo contesto novembrino, col Bari tutt'altro che spacciato, Giampiero Ventura fu costretto a far di necessità virtù a causa dei noti infortuni e delle presunto ammutinamento all'interno dello spogliatoio ricorrendo a ragazzini inesperti per il palcoscenico della A, per giunta con Alvarez terminale offensivo, con Rana, Crimi, Galasso, Strambelli e D'Alessandro in formazione, riuscendo a perdere “solo” all'85, peraltro su colpo di testa in mischia da parte di un goleador, cosiddetto, della domenica in quanto di mestiere fa il difensore (Terlizzi). 

7 aprile 2011

Bari calcio: La trattativa locale si incarta

Editoriale per Go-Bari 7/4/2011

Troppa burocrazia, troppe carte da revisionare, troppe voci da decodificare: la tifoseria non crede più a nulla

 La trattativa locale volta al subentro di 3 nuovi moschettieri nel Bari calcio si è arenata come un Titanic strozzato tra iceberg di carta. Lo avevamo previsto da queste colonne pochi giorni fa allorquando metaforizzavamo sui troppi galli nel pollaio, animali, non a caso, azzeccatissimi visto il contesto. Intendiamoci: nessun combattimento, ancora, si è svolto nell'aia del San Nicola e speriamo non se ne svolgano mai - ci mancherebbe - ma queste lungaggini, questa attesa, questo voler (o dover) maledettamente prendere ancora tempo in una trattativa diventata nel frattempo bolsa e stucchevole, non fa altro che irritare ancor di più i tifosi che, di conseguenza, cominciano a snobbare un evento che solo fino a pochi mesi fa era in cima ai loro pensieri già pesantemente turbati da scelte impopolari e deleterie precedenti.
Troppa burocrazia, troppe carte da revisionare, troppe voci da decodificare: mai, infatti, i bilanci del Bari, nonostante siano sempre stati sempre cristallini come il mare di Polignano - mare storicamente e gastronomicamente amico dei Matarrese – sono stati letti con chiarezza. Sempre mezze parole, mezze voci ambigue, alcune sospette, troppe vertenze ancora in piedi e soprattutto ancora troppo largo lo iato comunicativo tra società, città e tifosi nei momenti topici della storia del club per poter continuare a pendere dalle loro labbra.

5 aprile 2011

Parma Bari 1-2: Colpo (tardivo) d'orgoglio

Editoriale per Go-Bari 3/4/2011

Nella Via Emilia, altezza Parma, il Bari sale sul predellino del torneo per avvisare tutti che sarà dura batterli
foto di calcio.fanpage.it
Una splendida giornata primaverile su questo tratto della Via Emilia, rasente i 25 gradi, ha riscaldato le irrinunciabili anime dei tifosi baresi giunti fin qui ed intiepidito le glaciali, flebili ed effimere speranze di salvezza della caravella barese che, ormai, “avanti tutta” gareggia solo contro la matematica, unica e sola vera antagonista per questo ultimo tormentato scorcio di campionato in cui Mutti, messi i panni di Caronte, traghetterà a malincuore la squadra in serie B nonostante un pensierino alla salvezza lo faccia ancora: beato lui. E' solo questione di tempo. Purtroppo.

Bari calcio: tra la Via Appia e il West

Editoriale per Go-Bari 2/4/2011
Due cordate per il Bari. Una autoctona, l'altra estera: Stancarone dietro?

Cordate si, cordate no, cordate ferrate, di spago, autoctone, straniere, cordate un corno. Insomma siamo tra la Via Appia e il West. Intendiamoci: noi di Go-Bari, da sempre, abbiamo preso una netta posizione sulla gestione societaria dei Matarrese anche (e soprattutto) quando le cose andavano fin troppo bene proprio perché, conoscendo il trend, sapevamo perfettamente che, come per quei pupazzetti irritanti montabili con certosina pazienza - al sapor di cioccolata - casualmente trovati nelle uova di pasqua, il gioco, tanto faticosamente costruito, sarebbe durato lo spazio temporale di un solo sorriso e di una sola emozione stampati sui volti dei tifosi baresi, da sempre relegati a fruitori di un prodotto approssimativo e, spesso, umiliante.

21 marzo 2011

Bari Chievo 1-2: finalmente si attende la matematica

Editoriale per Go-Bari 20/03/2011
Non se ne poteva più: speriamo arrivi quanto prima così l'agonia terminerà

Il Bari perde. E fin qua nulla quaestio, è normale. La novità, invece, sta nel fatto che la speme biancorossa, rinvigorita improvvisamente dall'inusitato e meritato pareggio a San Siro, si spegne definitivamente. Adesso si attende solo la benedetta matematica: era ora, non se ne poteva più. Soprattutto per quei tifosi baresi che, storicamente, si nutrono solo di pane e illusioni, tifosi per cui esiste solo il Bari e che, magari, dello tsunami giapponese, del rischio radiazioni di Fukushima e dei caccia che partono da Gioia del Colle per bombardare Bengasi o Tripoli non gliene frega nulla. Comprendiamo la fede - un po' meno quella verso la Snai, unica ormai su cui sperano lasciando l'auto in doppia fila pur di scommettere - ma, diamine, si parla di pallone, di giocatori che si calciano la vita dietro una sfera di cuoio, mica di guerra o dell'amata donna che, mentendo, dice di andare a cinema o in giro per Bari vecchia con l'amica. La vita è altrove, fuori dal pomerium delimitato da strisce bianche.

14 marzo 2011

Milan Bari 1-1: nessun rimpianto, solo dignità ritrovata

Editoriale per Go-Bari 13/03/2011
Un Bari alla "Bolchi" strappa un meritatissimo pareggio a San Siro dove le luci, ormai, si sono chiuse per sempre.
Nel 25° A.D. Berlusconis, il Milan impatta clamorosamente col derelitto Bari rigenerato da San Lino Martire. Un classico e vibrante testa coda giocato all'ora dell'aperitivo sotto la pioggia accompagnato dal preludio musical-patriottico dell'inno di Mameli, con un Bari che aveva da chiedere solo di retrocedere possibilmente in piedi. E così è stato. Al cospetto di fior di giocatori che sono oggetto del contendersi di squadre alla Barcellona, mica alla Rimini, purtroppo, fallite.

Un Milan che con un super Thiago Silva e turbo Antonini, impreziosito da Pato, aveva l'occasione per allungare sull'Inter e che invece, una volta partito a razzo, si è reso pericoloso solo sui calci piazzati dove l'ottimo Gillet, ancora una vota, ha superato se stesso con interventi strepitosi degno del palcoscenico di quella A tanto stupidamente e colpevolmente perduta. Un Milan tritatutto che però ha dato segni di nervosismo con Ibraimovich beccato da Brighi mentre scazzotta il solito Sig. Rossi diventato, ormai, bersaglio dei milanesi: chissà, sarà loro antipatico.

9 marzo 2011

Bari calcio: Tra cordate e pollai cui prodest?

 Editoriale per Go-Bari 9/03/2011
Troppi galli nel pollaio appetibile del San Nicola e, si sa, così facendo alla fine si troveranno solo penne e piume per l'aia

Ci risiamo. Stavolta l'alibi matarresiano, però, sembra reggere davvero: non è un Perinetti o un pezzo pregiato ad andar via, nè siamo a fine torneo dove il raccolto tanto faticosamente (e fortunosamente, non dimentichiamolo) conquistato viene puntualmente disperso con buona pace per l'umore dei tifosi a cui necessita la solita terapeutica notizia-burla monegasca/americana anti-depressiva per riabilitarli, ma l'esser passati tout-court dalle stelle alle stalle calcistiche, con un'umiliante retrocessione in serie B da digerire dalla quale (utopisticamente) l'imperativo è quello di progettare la risalita immediata in A.

7 marzo 2011

Udinese Bari 1-0: Tra Marx e Matarrese

Editoriale per Go-Bari.it 6/03/2011

Nella sua millesima gara in A, il Bari di Mutti ritrova gioco, orgoglio, spirito di gruppo e... la 17a sconfitta
(foto di www.sport.it)
Bari - A meno dieci dalla fine del tormento, nella sua millesima partita in serie A attesa con emozione e trepidazione dal Maestro Gianni Antonucci ma molto meno, purtroppo, da una piazza stanca e umiliata che meriterebbe di tagliare il traguardo almeno delle cinquemila, il Bari, nel confermare il pronostico della vigilia, ritrova - se non altro e tradivamente - umiltà, compattezza, quell'orgoglio cui Mutti si era appellato sabato in conferenza stampa, e quello spirito di gruppo che sembrava perso per sempre, giocandosi la partita fino in fondo facendo ricredere quanti avevano previsto una goleada bis al cospetto di Sanchez, Di Natale & C.

2 marzo 2011

Bari calcio: la panolada e la maturità (tardiva) dei tifosi

Articolo per Go-Bari 2/3/2011
Con la "panolada" i tifosi hanno mostrato maturità nell'intolleranza al trend di Matarrese
 E adesso niente scuse. La tifoseria barese, intera, non ne può più di questo trend. Sia pur tardivamente (ma meglio tardi che mai) lo ha sancito ufficialmente la "panolada" con la quale i tifosi hanno mostrato intolleranza e insopportazione nei confronti della presidenza non tanto per la retrocessione annunciata, e acclarata col tempo, perchè quella, per una squadra come il Bari, ci sta e ci sarà sempre, quanto perchè il netto solco manicheo scavato tra stelle e stalle negli ultmi due anni, non sono riusciti ad attraversarlo e, di conseguenza, a somatizzarlo con equilibrio e mestizia come sempre avvenuto in casi analoghi.

Troppe le frasi confezionate ad arte farneticate ai microfoni per mantenere una concordia hordinum, troppe le promesse sbandierate per tenere a bada una tifoseria credulona e romantica incapace di reagire e andata, man mano nel tempo, sempre più diminuendo.
Ma questa volta no. La certezza di dover tornare ad impersonare il mesto e riduttivo ruolo in serie B, dopo essere andati ad accendere le luci a San Siro e all'Olimpico e dopo aver scomodato l'Europa mediatica intera per ammirare la migliore squadra di calcio della A in relazione al gioco prodotto, i tifosi non l'hanno digerita.